Dirigenti Terziario: proroga vigenza contrattuale

 


Siglato l’11/7/2019, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia e Manageritalia, il seguente accordo di proroga vigenza contrattuale, per i dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi.

Le Parti concordano che al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, finalizzato a meglio affrontare la situazione di incertezza nel settore del Terziario di mercato nel suo complesso, e, contemporaneamente, di garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste dal CCNL in favore di imprese e Dirigenti, concordano di prorogarne la vigenza fino al 31/12/2019.
Le Parti riconfermano, inoltre, la necessità di affrontare le sfide indotte dalle profonde trasformazioni che investono le imprese ed il lavoro manageriale e perciò intendono confermare il percorso contrattuale intrapreso in materia di welfare e bilateralità, come leva strategica competitiva.
A tale scopo, per tutto l’arco della proroga di cui sopra, le Parti concordano di mantenere un confronto aperto per approfondire le questioni legate alla sostenibilità del welfare e della bilateralità contrattuale attraverso una programmazione di incontri nel medio periodo a partire dal prossimo mese di settembre. Nell’ambito di tale ciclo di incontri potranno essere altresì valutate specifiche esigenze degli strumenti di welfare contrattuale.
Per tutto quanto non previsto dal presente accordo, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL e successive integrazioni, che si intendono integralmente confermate fino alla suddetta data di scadenza.

 

Disciplinata la sezione ricercatori nel CCNL Sanità

 



16 lug 2019 Siglato l’11/7/2019, tra l’ARAN e la FP-CGIL, la CISL FP, UIL FPL, FIALS CONFSAL, NURSIND CGS, FSI USAE, NURSING UP CSE, il CCNL relativo al personale del comparto sanità – Sezione del personale del ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria – Triennio 2016 – 2018.


Il presente contratto si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro subordinato dipendente degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, appartenente al ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria, istituito presso tali Istituti dalla Legge 27/12/2017, n. 205 e assunto con le modalità previste dalla stessa legge.
Gli effetti del presente CCNL decorrono dal giorno successivo alla data di stipulazione, salvo diversa prescrizione del presente contratto.
L’orario di lavoro del personale di cui al presente articolo è di 36 ore settimanali ed è articolato, ai sensi di quanto disposto dalle disposizioni legislative vigenti, su cinque o sei giorni, con orario convenzionale rispettivamente di 7 ore e 12 minuti, e di 6 ore.
Sono istituiti i seguenti due nuovi profili professionali relativi al personale disciplinato nella presente sezione:
a) Ricercatore sanitario, collocato nella categoria D livello D super;
b) Collaboratore professionale di ricerca sanitaria, collocato nella categoria D.
Per ciascuno dei profili professionali sono individuate le tre posizioni retributive indicate di seguito, i cui valori corrispondenti sono riportati nella seguente tabella:
a) Posizione retributiva iniziale;
b) Posizione retributiva intermedia;
c) Posizione retributiva elevata.
Valori in Euro per 12 mensilità cui aggiungere la 13.ma mensilità























Profili professionali

Posizioni retributive

Valori retributivi

Ds – Ricercatore sanitario Elevata – DS6 30.861,42
Intermedia – DS3 27.893,86
Iniziale – DS 24.883,74
D – Collaboratore professionale di ricerca sanitaria Elevata – D6 27.990,10
Intermedia – D3 25.454,35
Iniziale – D 23.074,40


Valori del trattamento economico costituito da stipendio tabellare, valore comune della ex indennità di qualificazione professionale e fasce retributive
La struttura della retribuzione del personale destinatario della presente sezione si compone delle seguenti voci:
a) trattamento economico iniziale, corrispondente alla posizione retributiva iniziale di cui all’art. 3, comma 3, nel valore previsto per il personale del comparto inquadrato in D o in Ds, composto dalla voci indicate dall’art. 75, comma 1, lett. a) del CCNL 21/5/2018;
b) fascia retributiva superiore, acquisita per effetto di progressione economica, corrispondente ai differenziali tra le posizioni retributive di cui all’art. 3, comma 3;
c) premi correlati alla performance organizzativa e individuale;
d) compensi per le prestazioni di lavoro straordinario dei collaboratori professionali di ricerca sanitaria.
2. La voce di cui alla lettera b) è corrisposta “ove acquisita” e le voci di cui alle lettere c) e d) “ove spettanti”.

 

Imprese sequestrate o confiscate: sostegno al reddito per i lavoratori sospesi

 


L’INPS fornisce indicazioni in merito all’erogazione e alla gestione del trattamento di sostegno al reddito, introdotto dall’articolo 1, d.lgs 72/2018, per i lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate o confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, per le quali è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività.


Con particolare riferimento alle tutele in costanza di rapporto di lavoro, l’articolo 1 del D.lgs n. 72/2018 ha introdotto transitoriamente – per il triennio 2018/2020 – una misura di sostegno al reddito in favore dei lavoratori sospesi o impiegati ad orario ridotto, dipendenti da imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria per cui è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività previsto dell’articolo 41 del D.lgs n. 159/2011, recante il “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia”, e fino alla loro assegnazione o destinazione.
Possono essere ammessi al trattamento anche i dipendenti per i quali il datore di lavoro non abbia adempiuto, in tutto o in parte, agli obblighi in materia di lavoro e di legislazione sociale, purché il rapporto di lavoro sia stato riconosciuto con il decreto di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività di cui all’articolo 41 del D.lgs n. 159/2011 o con altri provvedimenti, anche precedenti, del tribunale o del giudice delegato.
La misura di sostegno, di entità pari al trattamento di integrazione salariale, può essere concessa per la durata massima di 12 mesi nel triennio di operatività della norma (2018- 2020), con riconoscimento della contribuzione figurativa, utile ai fini del diritto e della misura della pensione.
Il trattamento non può essere invece richiesto per i seguenti soggetti:
– lavoratori indagati, imputati o condannati per il reato di associazione mafiosa, per i reati aggravati ai sensi dell’articolo 416-bis.1, primo comma, del codice penale o per reati ad essi connessi;
– il proposto, il coniuge del proposto o la parte dell’unione civile, i parenti, gli affini e le persone con essi conviventi ove risulti che il rapporto di lavoro sia fittizio o che gli stessi si siano concretamente ingeriti nella gestione dell’azienda;
– i lavoratori che abbiano concretamente partecipato alla gestione dell’azienda prima del sequestro e fino all’esecuzione di esso.
Il trattamento deve essere richiesto mediante apposita istanza, da inviare, entro un congruo termine, tramite il portale cigs-online, dall’amministratore giudiziario, previa autorizzazione scritta del giudice delegato o anche dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per le imprese poste sotto la propria gestione, previo nulla osta del giudice delegato.
L’erogazione del trattamento è affidata all’Inps che è altresì tenuto al monitoraggio della spesa. Al fine di garantire il rispetto dei limiti finanziari stabiliti dalla norma e assicurare il costante controllo dei costi, il trattamento pari all’integrazione salariale è autorizzato esclusivamente con il sistema del pagamento diretto.
Ai fini del pagamento del trattamento in costanza di rapporto di lavoro, in “Sistema UNICO”, nell’ambito del codice intervento 333, è stato istituito il seguente nuovo apposito codice evento: – 188 – aziende sequestrate e confiscate – art. 1 D.Lgs. 72/18.
La procedura informatica di gestione dei pagamenti diretti CIG è stata aggiornata per la liquidazione delle prestazioni relative al suddetto nuovo codice evento “188”, con emissione dei pagamenti tramite procedura centralizzata.
Per la corretta compilazione della relativa domanda (mod. SR 40), si evidenzia che la numerazione dei decreti relativi alla misura in argomento non segue quella dei decreti CIGS, essendo gli stessi emanati da una diversa divisione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; conseguentemente, in “sistema UNICO”, i decreti in parola saranno catalogati con cinque cifre di cui le prime due corrisponderanno all’anno, la terza sarà sempre “9” e le restanti due indicheranno il numero di repertorio (cfr. messaggio Inps n. 2679/2019).


 

Mobbing: configurabilità e danno alla salute

 


Ai fini della configurabilità del mobbing nei confronti del dipendente non è necessario che ricorra conflittualità reciproca, difatti, pur a fronte di atteggiamenti ostili dello stesso, il datore non è legittimato ad indursi a comportamenti vessatori, ma può esercitare i poteri disciplinari nei limiti previsti.


Lo ha ribadito la Suprema Corte pronunciandosi sulla richiesta di risarcimento di un lavoratore a titolo di danno cagionato da comportamenti persecutori sul luogo di lavoro (mobbing).
Al riguardo, i Giudici hanno affermato che, non è vero che per configurare il mobbing (o lo straining) quali comportamenti vessatori nei confronti del dipendente sia necessario che non ricorra conflittualità reciproca, infatti, pur a fronte di atteggiamenti ostili del lavoratore, il datore di lavoro non è certamente legittimato ad indursi a comportamenti vessatori. Egli può, infatti, senza dubbio esercitare i propri poteri direzionali, come anche, nel caso, i poteri disciplinari, ma nei limiti stabiliti dalla legge e comunque nel rispetto di un canone generale di continenza, espressivo dei doveri di correttezza propri di ogni relazione obbligatoria, tanto più se destinata ad incidere continuativamente sulle relazioni interpersonali. Canone che è certamente e comunque superato allorquando i comportamenti datoriali – ovverosia proprio della parte che nell’ambito del rapporto si pone in posizione di supremazia in quanto titolare del potere di dirigere i propri dipendenti – ricevano una qualificazione in termini di vessatorietà.

 

Contratto Integrativo Territoriale del Distretto Calzaturiero del Brenta

 



Sottoscritto il 12/7/2019, tra CONFINDUSTRIA Venezia, in rappresentanza delle Aziende Calzaturiere della Riviera del Brenta e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILTEC-UIL l’accordo per la determinazione del premio territoriale


L’intesa del 12/7/2019, destinata ai lavoratori delle Calzaturiere della Riviera del Brenta, ha carattere di sperimentalità pertanto, come dichiarato dalle parti, esaurisce i suoi effetti alla data del 31/7/2019.
Considerato che il contratto di secondo livello sottoscritto in data 28/9/2005, successivamente prorogato, è scaduto, a tutti gli effetti e per tutte le sue componenti, alla data del 31/7/2018, si conviene di procedere sperimentalmente per il periodo intercorrente tra il 1/8/2018 e il 31/7/2019, riconoscendo validità per un ulteriore anno all’accordo precedente che forma parte integrante della presente intesa, con le modifiche e integrazioni di seguito riportate.
Per il periodo intercorrente tra il 1/8/2018 e 31/7/2019 verranno applicati gli indicatori di cui all’Allegato 1), secondo i seguenti importi:















Indice di resa aziendale

Valore del PDR in Euro

Oltre 100% 1.100
Da 100% a 95% 1.063
Da 94,99% a 85% 837
Da 84,99% a 75% 470


Il valore consuntivato dell’indice di resa aziendale sarà riproporzionato sulla base dell’effettiva presenza in azienda del lavoratore durante l’anno di riferimento, secondo le percentuali indicate in Allegato 1 dell’accordo 12/7/2019.
Fermo restando che il premio sarà corrisposto, ove dovuto, con la retribuzione del mese di luglio, le aziende potranno, previa comunicazione motivata da fornire alle Parti sottoscrittrici del presente accordo, anche per il tramite di Confindustria Venezia, prevedere la rateazione dello stesso in due tranche di pari importo da erogare, rispettivamente, con la retribuzione di competenza di luglio e di settembre 2019.
Gli importi derivati dall’applicazione dell’Allegato 1 dell’accordo 12/7/2019, sono da intendersi onnicomprensivi dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge, diretti, indiretti e differiti, ivi compreso il TFR, in quanto se ne è già tenuto conto in sede di determinazione.
Qualora il premio, in virtù della applicazione degli indici di resa e del successivo riproporzionamento individuale, fosse dovuto, le Parti convengono che una quota di esso, corrispondente all’importo di 100 euro, venga erogato sotto forma di buoni benzina o altri Ticket equivalenti.
A tal proposito, le Parti si incontreranno entro la prima decade del mese di settembre, per definire le modalità tecniche/operative.
Resta esclusa dalla erogazione in ticket la fascia dell’indice di resa aziendale pari a 470 euro, relativa alla percentuale da 84.99% a 75%. In questo caso, tutta la somma risultante dal riproporzionamento individuale sarà corrisposta in euro.
Qualora, infine, in alcune singole realtà aziendali fossero già presenti, nel corrente anno, erogazioni a tale titolo e di importo tale da non consentire l’esonero fiscale e contributivo previsto dalla vigente normativa, la somma di 100 euro verrà conteggiata in aumento agli importi eventualmente dovuti, fermo restando l’erogazione da effettuarsi con le competenze del mese di settembre.